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SONO PROPRIO ALLA FRUTTA
31/01/2009
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Ancora una volta l’ha fatta grossa. Antonio Di Pietro non conosce limiti, soprattutto quando si tratta di attaccare frontalmente le istituzioni. Questa volta se l’è presa niente di meno che con il Capo dello Stato, reo a suo dire di “dormire”, anziché vigilare su alcune leggi proposte dal Governo. Ovvio e deciso è stato l’atteggiamento di replica del Colle, che ha utilizzato toni duri e d’altronde non poteva che essere così. Al di là delle retromarce del caso del giorno dopo, che invero hanno solo peggiorato le cose, resta l’amaro in bocca per una politica che si avvia ad essere sempre più urlata ed offensiva, anziché ragionata e propositiva. Di Pietro avrebbe potuto benissimo manifestare il proprio civile dissenso verso questo o quel provvedimento dell’esecutivo ma senza trascendere in accuse gratuite e irrispettose nei confronti del Presidente della Repubblica. Ma tant’è, e questo episodio si aggiunge ad un elenco già ricco di analoghe similitudini. Non c’è che dire, questo centrosinistra è proprio allo sbando, a livello nazionale dove gli attriti e le derubricazioni sono all’ordine del giorno e a livello locale, dove la giunta Emiliano cerca invano di sparare gli ultimi botti prima delle elezioni, non comprendendo come in pochi mesi non si possa cancellare l’inefficienza di quattro anni. |
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